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Formula 1 2026: il mondiale, la classifica e le quote

Il 2026 è l’anno della rivoluzione tecnica in Formula 1: nuove power unit con una componente elettrica molto più pesante, aerodinamica attiva e monoposto ripensate da zero. Un cambio di regolamento di questa portata riscrive le gerarchie, e la classifica lo sta dimostrando.

La classifica del mondiale piloti

Situazione dopo il Gran Premio di Spagna del 13 settembre 2026, vinto da Kimi Antonelli a Madrid.

Pos.PilotaScuderiaPunti
1Kimi AntonelliMercedes292
2George RussellMercedes211
3Lewis HamiltonFerrari191
4Lando NorrisMcLaren186
5Charles LeclercFerrari167

Antonelli guida con 81 punti di margine sul compagno di squadra Russell e 101 su Hamilton. Fra i costruttori la Mercedes è davanti, con la Ferrari seconda e la McLaren terza.

Cosa dice questa classifica a chi scommette

Un margine di ottanta punti a stagione in corso cambia completamente il valore dei mercati di lungo periodo: la quota sulla vincente del mondiale si è compressa a un livello in cui non c’è più valore, mentre resta aperto il mercato sul secondo posto e su quello costruttori. È la dinamica tipica di un campionato con un dominatore, e vale la stessa regola dei tornei di calcio: i mercati antepost pagano quando si giocano prima che le gerarchie siano chiare, non dopo.

Sulla singola gara i mercati che restano leggibili sono il podio, il testa a testa fra compagni di squadra — spiegato in scommessa testa a testa — e il piazzamento in griglia dopo le qualifiche. Sulla vincente della gara, con una vettura chiaramente superiore, la quota non compensa il rischio di un ritiro.

Il cambio di regolamento

Le nuove monoposto hanno una ripartizione di potenza molto più spostata verso la parte elettrica e un’aerodinamica che si adatta al tracciato. Per chi segue le quote il primo effetto è la variabilità dell’affidabilità: in una stagione di esordio regolamentare i ritiri tecnici sono più frequenti, e questo rende meno affidabili tutti i mercati che richiedono l’arrivo al traguardo. Il secondo effetto è che la gerarchia fra i team si stabilizza più tardi del solito, quindi le quote delle prime gare valgono poco come indicatore per il resto dell’anno.

Il campionato gara per gara

La stagione si è spezzata in tre fasi molto diverse fra loro, e chi segue le quote le ha viste cambiare di prezzo una dopo l’altra.

Il filotto di Antonelli (maggio-giugno)

Dopo un avvio in cui le gerarchie non erano ancora leggibili, la Mercedes è stata la prima a trovare la quadra sul nuovo regolamento e Antonelli ha infilato una serie di vittorie consecutive. Al Gran Premio del Canada, quinto appuntamento stagionale, inseguiva il quarto successo di fila partendo favorito a 2,75, con la Ferrari ormai terza forza in griglia. A Monaco il Cavallino ci ha provato con Charles Leclerc, fresco di rinnovo e favorito a 3,00 davanti al proprio pubblico. Al Montmelò — dove quest’anno si corre un Gran Premio di Barcellona a sé stante, perché il GP di Spagna ha traslocato sul nuovo circuito cittadino di Madrid — Antonelli era dato a 2,05 per il sesto sigillo. In sei settimane la quota antepost sul mondiale si è più che dimezzata: è esattamente la fase in cui i mercati di lungo periodo smettono di pagare.

La reazione di Ferrari e McLaren (luglio-agosto)

La serie si è interrotta a Silverstone, con il successo di Leclerc. A Spa-Francorchamps Antonelli restava favorito a 2,40 per la prima vittoria in carriera sul tracciato belga, ma la lavagna era già più corta: Russell a 4,00 e Lewis Hamilton a 4,50, a caccia del sesto successo a Spa che gli avrebbe permesso di eguagliare il record di Michael Schumacher e di diventare l’unico pilota a vincere su questa pista con tre scuderie diverse. Poi è arrivata la McLaren: Lando Norris ha vinto in Ungheria e ha fatto il bis a Zandvoort, nell’ultima edizione del Gran Premio d’Olanda prima dell’uscita del circuito dal calendario. In Olanda Antonelli partiva a 3,00 per la settima vittoria stagionale, Norris e Hamilton a 5,00, Leclerc a 7,00 e Max Verstappen — idolo di casa, fresco di rinnovo con la Red Bull — a 10,00.

Monza e il rientro in Italia (settembre)

Il Gran Premio d’Italia, tredicesimo appuntamento, è stato il weekend simbolo della stagione: era da 73 anni che un italiano non arrivava alla gara di casa da leader del mondiale. Antonelli, però, è partito ultimo per la sostituzione di alcune componenti della power unit, e la rimonta fino alla vittoria era proposta a 11,00 — a Monza un italiano non vince dal trionfo di Ludovico Scarfiotti su Ferrari, sessant’anni fa. Favorito era Norris a 2,50, reduce da due vittorie consecutive ma con due tabù da sfatare: non aveva mai vinto tre Gran Premi di fila e non aveva mai vinto a Monza. Le due Ferrari inseguivano con Leclerc, due volte vincitore in carriera sulla pista brianzola, e Hamilton a 7,50 per il sesto successo in Italia. Una settimana dopo, il 13 settembre, Antonelli ha vinto il Gran Premio di Spagna sul nuovo tracciato di Madrid, portando il margine in classifica a 81 punti.

Come funziona il campionato

Punteggio, format del weekend, sprint e regole di base sono spiegati nella nostra guida alla Formula Uno.

Le stagioni precedenti

Gli archivi delle annate passate: mondiale 2025 e mondiale 2024.

Dove scommettere sulla Formula 1

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