La Spagna è il mercato regolamentato più simile a quello italiano: licenza statale obbligatoria, operatori vigilati da un’autorità nazionale e una stretta sulla pubblicità arrivata pochi anni dopo quella italiana. Le differenze, però, ci sono e sono interessanti da guardare.

Chi rilascia le licenze

L’autorità competente è la DGOJ, la Dirección General de Ordenación del Juego, che opera in base alla Ley 13/2011 di regolamentazione del gioco. La licenza spagnola vale solo per il territorio nazionale ed è divisa per tipologia di gioco: scommesse sportive, casinò, poker, bingo. È lo stesso impianto della concessione italiana, con una differenza pratica: in Spagna diverse comunità autonome hanno competenze proprie sul gioco fisico, quindi la regolamentazione dei punti vendita cambia da regione a regione.

La stretta sulla pubblicità del 2020, e il dietrofront del 2024

Il Real Decreto 958/2020 sulle comunicazioni commerciali del gioco, operativo dal 2021, è stato fra i più severi d’Europa. Ha vietato le sponsorizzazioni sulle maglie delle squadre, ristretto gli spot in televisione e radio alla fascia notturna fra l’una e le cinque del mattino, e proibito le promozioni rivolte ai nuovi clienti, cioè i bonus di benvenuto.

Nell’aprile 2024 il Tribunal Supremo ha però annullato diversi articoli di quel decreto, perché ritenuti privi della necessaria copertura di legge: fra questi proprio le norme sulle promozioni ai nuovi clienti e quelle sull’uso di personaggi famosi nella pubblicità, oltre a parte delle limitazioni su social media e piattaforme video. Il risultato è che i bonus di benvenuto in Spagna sono tornati possibili, mentre il divieto sulle maglie e la fascia oraria notturna restano.

Il confronto con l’Italia

In Italia il decreto Dignità del 2018 ha scelto una strada più radicale: divieto totale di pubblicità e sponsorizzazione del gioco con vincita in denaro, senza fasce orarie e senza eccezioni per i nuovi clienti. Per questo un operatore attivo in entrambi i Paesi comunica in modo completamente diverso: in Spagna può farsi pubblicità di notte e offrire un bonus di apertura conto, in Italia no. Le promozioni che si trovano sui siti italiani sono quelle consentite dentro il conto di gioco, e sono spiegate in bonus scommesse.

Cosa significa per chi scommette dall’Italia

Una licenza DGOJ non abilita la raccolta di scommesse da giocatori residenti in Italia: per giocare legalmente serve la concessione ADM. Diversi gruppi hanno entrambe le autorizzazioni e operano nei due mercati con siti separati, quindi il conto aperto sulla versione spagnola non è utilizzabile dall’Italia e viceversa. Il riferimento resta la pagina sui bookmaker italiani, con l’elenco completo delle schede in bookmakers e il quadro delle autorizzazioni in licenza AAMS, oggi ADM.

Su cosa si scommette in Spagna

Il palinsesto è dominato dalla Liga, seguita da Champions League e dai grandi tornei di tennis e basket, dove la Spagna ha una tradizione forte. Chi segue il campionato spagnolo dall’Italia trova il quadro dei tornei esteri in campionati stranieri di calcio, mentre i mercati disponibili sono spiegati in tipi di scommessa e nella guida alle scommesse sportive.

Gli altri mercati europei ed esteri

Il confronto fra le regolamentazioni: Francia, Germania, Austria, Regno Unito, Malta, Australia, Stati Uniti, Asia, Russia. Le panoramiche d’insieme sono in bookmaker europei e bookmaker stranieri e internazionali.

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