Le scommesse ippiche sono il capitolo più antico del settore e hanno una struttura tutta loro: due sistemi di pagamento diversi, un linguaggio proprio e mercati che non esistono in nessun altro sport. Chi arriva dal calcio trova un ambiente meno affollato e, spesso, meno concorrenza nell'analisi.
Le due specialità
- trotto: il cavallo procede all'andatura del trotto trainando un sulky, il carrozzino su cui siede il guidatore. Si corre su fondo in sabbia, su distanze che vanno in genere dai 1.600 metri in su;
- galoppo: il cavallo è montato dal jockey e corre in piano o a ostacoli, su distanze che vanno dai 1.000 ai 4.000 metri e oltre.
Sono mondi separati, con albi, cavalli e professionisti distinti: chi segue il trotto raramente ha informazioni utili sul galoppo, e viceversa.
Quota fissa o totalizzatore: la differenza che conta
È il punto che distingue l'ippica da tutto il resto. Le giocate possono essere:
- a quota fissa: la quota è quella che vedi al momento della puntata, come in una scommessa sportiva;
- a totalizzatore: le puntate di tutti finiscono in un montepremi comune, l'operatore trattiene la sua quota e il resto viene diviso tra i vincitori. Qui la quota non è nota in anticipo: la conosci solo a corsa conclusa, perché dipende da quanti hanno giocato quel cavallo.
Le conseguenze pratiche sono due: al totalizzatore un favoritissimo molto giocato può pagare pochissimo, mentre un cavallo trascurato paga molto più di quanto il suo valore tecnico suggerisca — è il famoso outsider che rende l'ippica diversa dal calcio, dove la quota è decisa dal banco e non dai giocatori.
I mercati principali
- vincente: il cavallo che arriva primo;
- piazzato: il cavallo arriva entro le prime posizioni utili previste dalla corsa;
- accoppiata: i primi due, in ordine o in disordine;
- tris, quartè, quintè: i primi tre, quattro o cinque arrivi, giocati a totalizzatore nazionale con montepremi che possono diventare molto alti;
- multipla: cavalli in corse diverse sulla stessa giocata.
Cosa guardare prima di giocare
- la forma recente: piazzamenti nelle ultime uscite, più indicativi del palmarès;
- la distanza: molti cavalli rendono solo su certi metraggi;
- il terreno, pesante o veloce, che ribalta i valori più di quanto si creda;
- il guidatore o il jockey: nel trotto in particolare pesa quanto il cavallo;
- il numero di partenza e, nel trotto, eventuali handicap di distanza;
- i ritiri: una corsa che perde due favoriti cambia completamente il montepremi al totalizzatore.
Come è regolato in Italia
L'ippica è sotto la vigilanza del Ministero dell'agricoltura per la parte tecnica e dell'ADM — l'ex AAMS — per la parte di gioco: sono gli operatori con concessione a poter raccogliere le scommesse, con gli stessi obblighi di verifica del conto e di tutela previsti per lo sport. Gli operatori autorizzati sono elencati tra i bookmaker italiani; per le corse simulate, che non hanno nulla a che vedere con quelle reali, vedi le scommesse virtuali.
Domande frequenti
Perché la quota cambia dopo che ho giocato?
Perché quella corsa è a totalizzatore: la quota finale dipende dalla distribuzione delle puntate e si conosce solo alla fine.
Cosa succede se il mio cavallo non parte?
In caso di ritiro la giocata su quel cavallo viene rimborsata; nelle combinazioni il regolamento prevede criteri di sostituzione o rimborso parziale.
Meglio trotto o galoppo per iniziare?
Il trotto ha corse più numerose e programmi più regolari, quindi più dati su cui costruirsi un'idea.
Ci sono le corse in diretta?
Sì, molti operatori le trasmettono: come funziona lo streaming dei bookmaker. Il quadro degli altri mercati è nella sezione tipologie di scommesse.
