Il pari o dispari chiede di indovinare se la somma dei gol segnati dalle due squadre — o dei punti, negli sport a punteggio alto — sarà un numero pari oppure dispari. Chi vince la partita non conta, e nemmeno quanti gol si segnano: conta solo la parità del totale.
Come si calcola il totale
Si sommano le reti di entrambe le squadre nei tempi regolamentari, recupero compreso. Su Juventus-Lazio:
- 2-1 → 3 gol totali, dispari;
- 1-1 → 2 gol totali, pari;
- 0-0 → zero gol: lo zero è considerato pari.
Quest'ultimo punto è quello che sorprende più spesso: lo 0-0 paga il pari, non il dispari.
Nel basket e negli altri sport
Nel basket si somma il punteggio dei quattro quarti regolamentari: Milano-Bologna 78-75 fa 153 punti, dispari; 76-78 fa 154, pari. Lo stesso principio vale nel football americano, nell'hockey e nella pallavolo, dove si può giocare sulla parità dei punti di un set o dei set totali. Le regole sui supplementari cambiano da operatore a operatore: nel basket molti includono gli overtime, quindi conviene leggere il regolamento del singolo bookmaker prima di puntare.
Le quote e il margine
Essendo un mercato a due esiti quasi equiprobabili, le quote stanno di solito intorno a 1,90 su entrambi i lati. È un dato che vale la pena guardare da vicino: 1,90 corrisponde a una probabilità implicita del 52,6%, e due esiti al 52,6% fanno 105,2%. Quel 5% in eccesso è il margine del bookmaker, ed è esattamente ciò che rende questo mercato sfavorevole nel lungo periodo: la probabilità reale è vicina al 50%, la quota paga meno di 2,00.
Si può battere con una strategia?
No, e vale la pena dirlo chiaramente. La parità del totale gol non dipende da elementi che si possono analizzare: una squadra in forma segna più gol, non gol pari. Non esistono statistiche predittive utili, non esistono serie da inseguire — il fatto che siano usciti cinque dispari di fila non cambia di una virgola la probabilità del sesto. A differenza dell'under/over o del goal/no goal, dove la lettura della partita sposta davvero le probabilità, qui il pronostico resta un puro azzardo con il margine del banco contro.
Perché allora esiste?
Per due ragioni pratiche. La prima: è un mercato che si gioca senza sapere nulla delle squadre in campo, e per questo compare spesso su partite di campionati minori. La seconda: si usa come riempitivo nelle multiple, per alzare la quota complessiva della schedina. È qui che conviene la massima cautela, perché aggiungere un evento casuale a una multipla costruita con criterio abbassa la probabilità complessiva senza aggiungere nessuna informazione.
Le varianti
- pari o dispari primo tempo, sul totale all'intervallo;
- pari o dispari di squadra, sui gol di una sola delle due;
- combinazioni con l'esito 1X2 o con la somma gol;
- versione live, con la quota che si ribalta a ogni rete.
Come giocarlo con la testa
Se ti interessa per varietà, trattalo come quello che è: un mercato di intrattenimento, con puntate piccole e senza rincorrere le perdite. Se cerchi invece giocate in cui l'analisi conta, ha più senso restare sui mercati dei gol o dell'esito, spiegati uno per uno nella sezione tipologie di scommesse, e confrontare le quote nella pagina delle quote in tempo reale.
Domande frequenti
Lo 0-0 è pari o dispari?
Pari: lo zero è un numero pari, e la giocata "pari" risulta vincente.
I supplementari contano?
Nel calcio no, si guarda ai soli tempi regolamentari. Negli sport dove l'overtime è la regola, dipende dal regolamento dell'operatore.
Conviene inserirlo in una multipla?
Raramente: alza la quota ma introduce un esito casuale, quindi abbassa la probabilità che l'intera schedina vada a buon fine.
Le quote sono sempre 1,90?
Quasi sempre intorno a quel valore. Piccole differenze tra operatori esistono e, su un mercato al 50%, sono l'unica variabile su cui puoi davvero incidere: gli operatori autorizzati sono elencati tra i bookmaker italiani.